UNESCO: 75 ANNI DALLA FONDAZIONE

01/12/2021

Tarquinia_tomba scudi
Tarquinia_tomba scudi

75 anni fa veniva fondata l’Unesco, acronimo inglese di United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, in italiano Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. Era il 16 novembre del 1945 quando ben 41 Paesi approvarono l’atto costitutivo definitivo, che sarebbe entrato in vigore il 4 novembre 1946. L’Italia vi aderì un anno dopo, sottoscrivendo la Convenzione il 14 novembre 1947, ratificata il 17 gennaio 1948, a firma del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e del Ministro degli Esteri Carlo Sforza.

L’obiettivo primordiale – concepito all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale - era ambizioso e notevole: assicurare l’armonia, la solidarietà e la pace in un mondo libero. Educazione, Cultura e Scienza erano i capisaldi dell’azione su cui operare. All’educazione andava favorito l’accesso per tutti.

Come un mantra risuonano le parole del primo ministro britannico Clement Attlee, nel suo discorso di apertura alla Conferenza di Istituzione dell’UNESCO nel 1945, quando affermò: “Since wars begin in the minds of men, it is in the minds of men that the defences of peace must be constructed”, “poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che la difesa della pace deve essere costruita”.

 

Il raggio d’azione dell’Organizzazione è divenuto negli anni sempre più vasto e significativo, ed abbraccia la lotta alle grandi sfide globali, affrontando problematiche di carattere ambientale e sociali, dalla sostenibilità, ai cambiamenti climatici, al contrasto a fenomeni perduranti quali il razzismo e il bullismo o il terrorismo.

 

Oltre l’enunciazione dei possibili effetti di questo impegno, e delle sue macrofinalità, vale la pena di ricordare che è con il riconoscimento e la tutela del Patrimonio dell’Umanità, materiale e immateriale, che si pongono le basi comuni sulle quali ogni obiettivo si deve fondare.

 

Di recente, in occasione della ricorrenza del 75esimo anniversario della fondazione, il ministro Franceschini ha rimarcato quanto l’impegno di tale organo, in questo lasso di tempo sia stato speso a favore della tutela del patrimonio culturale mondiale di ogni genere: beni storici, artistici, archeologici e paesaggistici, con la lotta al traffico illecito dei beni mobili. Ed è per questo che è importante, per il nostro Ministero, ricordare questo anniversario.

 

L’Unesco si lega al nostro Paese in maniera molto forte. Innanzitutto per la Direzione, che dal 1958 al 1961 è stata di un italiano, Vittorino Veronese. Poi per la sede dell’Ente, a Parigi, che vide tra i suoi progettisti anche un nostro connazionale, Pier Luigi Nervi. A lui si deve la progettazione dello spazio che ospita la sala conferenze, mentre a Bernard Zehrfuss l’allestimento della sala del consiglio e a Marcel Breuer l’edificio a Y che accoglie la segreteria generale. Il progetto fu supervisionato da un gruppo di cinque architetti di fama internazionale, detto Les Cinq, costituito da Lucio CostaWalter GropiusLe CorbusierSven Markelius e Ernesto Nathan Rogers, un altro italiano.

In Italia i siti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’umanità sono finora 58, di cui 53 di tipo culturale, 5 di tipo naturale, 7 transnazionali.

Alcuni beni, poi, sono iscritti nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. In Italia sono 14. Tra questi – dal 2013- vi sono le Feste delle Grandi Macchine a Spalla: la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari e il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo.

Nel territorio tutelato dalla Soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale ricadono le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia, le faggete vetuste di Oriolo Romano e Monte Raschio, e quelle del Monte Cimino a Soriano.

Delle prime la tutela è assicurata dal Piano di Gestione, elaborato con il contributo del nostro ufficio e di quello centrale ministeriale; e dalla tutela paesaggistica, operante per una serie di vincoli esistenti; oltre che per la detenzione diretta delle aree archeologiche, in capo alla Direzione regionale musei e alla soprintendenza. 

Tra le 37 proposte di candidatura del nostro Paese ora al vaglio della Commissione troviamo quella di Civita di Bagnoregio, celebre per la posizione ed il paesaggio calanchivo circostante.

Al termine della 23esima Assemblea Generale degli Stati della Convenzione, svoltasi a Parigi dal 24 al 26 novembre scorsi, è stato decretato che l’Italia è nel comitato del Patrimonio Mondiale. Torna ad esserlo per il prossimo quadriennio, dopo 20 anni di assenza quando nel 2001 concluse il precedente mandato avviato nel 1997. 

Una nota positiva – crediamo - per la candidatura della piccola frazione di Bagnoregio, che speriamo possa presto concludersi positivamente.

Cerveteri
Cerveteri

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